La creatività è come un gatto

La creatività è come un gatto: come funziona la creatività?

Se come disse il chimico Lavoisier “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”, ha ancora senso parlare di creatività?

D’accordo, l’illustre chimico si riferiva di certo alla sua materia (o meglio ancora alla materia e basta). Ma non serve essere luminari della chimica per capire che il principio si adatta bene, anzi benissimo, anche ad altri ambiti.

Secondo Christopher Vogler ad esempio, autore del saggio “Il viaggio dell’eroe”, (e prima di lui Campbell in “L’eroe dai mille volti”) tutte le storie del mondo sarebbero combinazioni variabili di pattern o archetipi immutabili.

Sarebbe appunto questa combinazione, il modo in cui gli elementi sono volta per volta disposti nella narrazione, a dare origine a qualcosa di nuovo.

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.

Appunto.

La creatività quindi non è la capacità stregonesca di cavare qualcosa dal nulla, bensì quella, secondo me più raffinata, di mettere a sistema cose già esistenti per realizzare qualcosa di nuovo.

Nemmeno il copywriting sfugge alla legge di Lavoisier: cambiano i media, ma le regole alla base dello storytelling e del comportamento del pubblico sono bene o male le stesse dall’alba dell’advertising. 

Come funziona la creatività?

Stabilito che la creatività non è tanto un atto letteralmente creativo, quanto trasformativo, cerchiamo di capire come funziona.

Il cervello creativo – che a volte è innato, ma più spesso è semplicemente allenato alla creatività – è in grado di stabilire connessioni non convenzionali tra elementi disgiunti, o congiunti in maniera diversa.

Il processo alla base di questo meccanismo è molto spesso inconscio: il cervello sperimenta quella che chiameremmo intuizione, che per come la vedo io non è altro che un processo cognitivo troppo rapido per essere percepito a livello cosciente.

(Ed ecco perché molti bravi “creativi” soffrono di insicurezza e sono in balia della Sindrome dell’Impostore: come ha scritto qualche giorno fa Dan Nelken in un suo post, come puoi essere sicuro di te, se non sai come fai a fare ciò che fai?)

Poiché non è cosciente, è difficile innescare volontariamente il processo creativo. Certo, la pratica aiuta.

Copy dopo copy si impara qualche trucco o due per stuzzicarla, ma il red button della creatività, quello che se premuto mette in moto la giostra, non è ancora stato trovato.

Con simili premesse, credo di non sbagliare dicendo che la creatività è come un gatto. Lascia che mi spieghi meglio, con l’aiuto di alcuni bozzetti dell’illustratrice Federica Turco.

La creatività è come un gatto

Ti coglie di sorpresa nei posti più strani

Per molti, la doccia o la tazza sono luoghi ad alta densità creativa, altri preferiscono il letto. 

Questi posti – ed altri ancora – hanno in comune il fatto di essere distensivi: il cervello si svuota di tutti gli stimoli (beh, quasi tutti) e la creatività ha finalmente lo spazio per sgranchirsi le zampe.

Se conosci i posti in cui la tua creatività va a giocare, ti sarà più facile trovarla.

Ti tiene sveglio di notte

Ci siamo passati tutti: occhi sbarrati, sguardo fisso al soffitto e lenzuola arrotolate tra le gambe, mentre i pensieri trottano per le sterminate praterie della nostra mente, impedendo al sonno di occuparla.

Proprio come con un gatto che gratta alla porta per uscire, mi alzo e faccio quello che chiede. Mi metto a scrivere per mezz’ora, o anche un’ora, finché non mi lascia in pace.

Fa cadere le cose

Un sacco di cose. Del resto, per fare spazio al nuovo, bisogna disfarsi del vecchio.

Ti porta dei regali strani

Certe volte, mentre sei alla ricerca di qualcos’altro, ti trovi tra le mani un’idea bizzarra, di cui non sai bene cosa fare. Tienila da parte: la creatività è piuttosto permalosa in fatto di regali.

Si blocca spesso con lo sguardo fisso nel vuoto

Sembra ferma, ma tu sai – a giudicare dal movimento nervoso della coda – che sta tramando qualcosa. Il mio consiglio è di non disturbarla, per il bene di entrambi.

Riesce a fare cose sorprendenti

Può compiere balzi straordinari, ci vede anche al buio, trova passaggi semplicemente inconcepibili per chiunque altro. 

Ti graffia o ti azzanna senza nessun motivo apparente

Il tuo rapporto con lei può essere sempre e solo alla pari, e te lo dimostra ogni volta che può.

A volte scompare per giorni, ma poi torna sempre a casa

Possono capitare periodi più o meno lunghi in cui sembra che nulla di sensato possa più uscire dalla nostra testa.

Allora fissiamo lo schermo o il foglio ancora bianco e ci tormentiamo cercando di ricostruire quel processo che, fino a un giorno o un’ora prima, ci consentiva di portare a casa lo stipendio.

Salvo poi scoppiare a piangere pensando che la magia è finita e non tornerà mai più.

La creatività è un animale molto territoriale: può capitare che si prenda delle pause, anche importanti, ma prima o poi torna a casa.

Quando se ne va, non correrle dietro. Non gridare. Lasciale il suo tempo. Metti sul davanzale il suo cibo preferito (libri, cinema, serie TV, passeggiate, giri in bici…) e aspetta.

Non starà via troppo a lungo.

Ferdinando de Blasio di Palizzi - Copywriter
ferdinandodeblasio
Specialista in comunicazione, copywriter, docente e divulgatore, ho una laurea in Giurisprudenza ma non so come si usa.

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2 risposte su “La creatività è come un gatto”

Interessante, molto interessante quel che dici ed i bozzetti ad illustrarlo sono semplicemente fantastici!!! Mi riverrai in mente al prossimo foglio bianco!

“MomYdea, La creatività che nasce dalle idee”. È lo slogan del mio blog che, in home page, ho spiegato così:

“ll titolo è intrigante, d’accordo, ma…cosa vuol dire esattamente
“LA CREATIVITA’ CHE NASCE DALLE IDEE”?
Ti sto parlando dell’Insight, l’intuizione veloce e spontanea che si presenta senza preavviso, brillante e incipiente.
È la soluzione differente da tutte quelle prese in considerazione fino a quel momento: arriva all’improvviso e porta con sé anche una forte reazione emotiva di eccitazione.
Chi ha intuizioni di questo tipo pensa per immagini e questo gli permette di visualizzare strutture complesse e creare forme nuove…”
E quindi adotterò un micetto e lo chiamerò Insight! 😅

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