Copywriter si diventa: ecco come fare

Come si diventa copywriter - Gene Wilder

La buona notizia è che in questo articolo ti spiegherò davvero come diventare copywriter, la cattiva è che non è facile come si potrebbe pensare. 

Si-può-fare!

Gene Wilder – Frankenstein Junior

Partirò dalla mia esperienza personale per indicarti le cose che hanno funzionato per me e quelle che invece è meglio evitare lungo il percorso per diventare copywriter, dandoti suggerimenti pratici per “entrare nel giro”.

Già! Il punto è che quella di copywriter non è un’investitura tipo cavaliere della tavola rotonda, non c’è nessuna certificazione ufficiale, nessun ordine a cui iscriversi. Non c’è nessun esame abilitante come per le altre professioniQuesto significa che il copywriter è solo chi riesce a lavorare come tale.

Se per dirla alla Forrest Gump “copywriter è chi il copywriter fa”, l’obiettivo un po’ presuntuoso di questo post è proprio mostrarti una strada per arrivare a farlo.

Prima di cominciare però, vorrei essere sicuro che tu abbia le idee chiare a proposito di questo mestiere. Se non sei sicuro, cerco di fare un po’ di ordine qui: Il copywriter cosa fa?

Sommario

  1. Breve storia di come sono diventato copywriter
  2. Come si diventa copywriter?
  3. Requisiti
  4. Da zero a copy in 8 mosse
  5. Risorse utili

Come diventare copywriter

Premetto che ho pensato a lungo a quale potesse essere il modo migliore per scrivere un articolo come questo. Volevo che fosse davvero utile per chi desidera diventare copywriter, ma volevo anche che fosse unico, e non l’ennesimo post di questo tipo dato in pasto al web. Così mi sono convinto che il vero valore che posso offrirti – e che non puoi trovare altrove – è quello della mia esperienza personale.

Nella seconda parte di questo articolo invece riporterò in maniera schematica quelli che ritengo siano i passaggi importanti per cominciare a lavorare, in una sorta di “mini-guida” per diventare copywriter. Non si tratta certamente di regole: sono semplicemente cose che hanno funzionato per me e penso possano funzionare anche per altri.

Infine ti lascerò un elenco di letture, siti e contenuti che penso possano essere utili a chi vuole cominciare.

Pronti? Via!

Breve storia di come sono diventato copywriter

Nel 2015 chiudevo in un cassetto la Laurea Magistrale in Giurisprudenza appena ottenuta (più avanti mi sarebbe tornata utile, ma questa è un’altra storia): dopo una scalata durata 5 anni, mi ero accorto di essere salito sulla montagna sbagliata.

Come Diventare Copywriter | Frankenstein Jr - potrebbe andare peggio
“Potrebbe andare peggio. Potrebbe piovere!”

Avevo capito troppo tardi che gli studi in legge mi avevano affascinato solo per la loro promessa comunicativa. Ma il linguaggio giuridico in realtà era ingarbugliato, deliberatamente complicato e ricco di tecnicismi anche dove non ce ne sarebbe stato bisogno – così lontano dai canoni di semplicità e leggerezza che avevo imparato ad apprezzare leggendo Calvino. Insomma, mi pareva d’essere finito in un vicolo cieco. Ma l’uscita era proprio davanti ai miei occhi, anche se non potevo ancora vederla.

Ho sempre avuto la passione per le storie, fin da piccolo: ne leggevo e ne scrivevo a palate, qualcuna ero perfino riuscito a vederla pubblicata. Nel 2010 avevo cominciato a scrivere fiction con assiduità e metodo.

Avevo così sviluppato un certo occhio che, insieme a un’ottima padronanza della lingua italiana, mi aveva permesso di lavoricchiare come editor e correttore di bozze per qualche piccola casa editrice.

Certo, non puntavo a farne un mestiere più di quanto sperassi di poter vivere scrivendo romanzi. Tuttavia, proprio questa capacità mi diede la prima occasione per mettermi alla prova come copy.

Un amico si ricordò di me quando l’agenzia per cui lavorava ebbe bisogno all’improvviso di una persona che sistemasse dei testi per renderli più efficaci, inventasse titoli a effetto e in generale desse una rinfrescata alla parte testuale della comunicazione di un progetto secondario.

Non era molto, ma era il mio primo vero incarico e, anche se era un lavoro di poca importanza per il cliente, lo svolsi con la massima cura e impegno per mostrare ciò che sapevo fare: fu apprezzato, e ne seguirono altri.

Cominciai a prendere seriamente in considerazione l’idea di una professione all’interno del mondo della comunicazione, e a guardarmi intorno in cerca di qualcosa che ritenevo indispensabile: la formazione.

Sul web trovai tutto quello che mi serviva (in mezzo a un sacco di robaccia) e in pochi mesi sentivo di aver preso tutto quello che era possibile avere gratis – che era comunque molto.

Decisi che era giunto il momento di concedermi una possibilità concreta e cominciai a informarmi sui vari master in marketing e comunicazione. Ma trovai qualcos’altro: proprio una delle persone che avevo contattato per avere consiglio sul master più adatto a me, mi offrì invece la possibilità di entrare come stagista in un ufficio marketing.

Per un anno feci avanti e indietro tra Torino e Milano, prendendo il regionale delle 06:30 al mattino e quello delle 18:30 alla sera: 4 ore di viaggio al giorno che sfruttavo per leggere e per studiare.

Nel frattempo, continuavo a fare piccoli lavori di copywriting, a occuparmi di scrittura creativa e a mandare avanti il mio primo blog (Il Drago di Carta). Durante quel periodo, ho anche avuto modo di frequentare alcuni brevi corsi di comunicazione e mettere in pratica quello che avevo studiato.

Certo, come praticante non facevo solo il copywriter: oltre a trovare nomi e claim, scrivere contenuti e script per piccoli video, avevo imparato a gestire i principali social network, a fare SEO e impostare campagne.

12 mesi più tardi, terminato lo stage, avevo capito che la vita d’ufficio e quella del pendolare non facevano per me. Mi fu offerto però di poter proseguire il rapporto come freelance: accettai, ottenendo flessibilità e primo cliente in un colpo solo.

Mentre continuavo a formarmi e in-formarmi, anche seguendo sui social professionisti affermati, po’ alla volta avevano cominciato ad arrivare altri clienti, prevalentemente grazie al passaparola e quindi dal meraviglioso bacino degli “amici di amici”.

Proprio grazie a un’amica, una graphic designer con cui avevo cominciato a immaginare progetti di comunicazione, ebbi l’occasione di fare un colloquio ed entrare come copywriter nella squadra di TEDxTorino: era un’attività non retribuita, ma che mi avrebbe aperto altre porte.

Come si diventa copywriter?

Quello che ho seguito io non è l’unico percorso possibile per iniziare a lavorare come copywriter, e nemmeno il più classico. Dato che, come ti dicevo, per il copywriter non c’è (e per fortuna) nessun esame abilitante né un corso di laurea come per altre professioni, le strade che portano al copy sono infinite.

Di seguito riporto alcuni dei consigli che vorrei mi fossero stati dati all’inizio del mio percorso.

Come diventare copywriter: requisiti

Come per tutte le cose, anche per fare il copywriter ci sono dei requisiti, alcuni indispensabili, altri importanti per fare la differenza.

  • Padronanza della lingua: dev’essere semplicemente impeccabile.
  • Curiosità: è ciò che ti fa andare avanti e ti permette di scrivere su temi diversi e sempre nuovi.
  • Cultura: corollario della curiosità, la cultura è il bagaglio di conoscenze del copywriter.
  • Capacità di lavorare in squadra: in fondo, il nucleo fondamentale di un’agenzia è la coppia creativa.
  • Capacità di ascolto: prima ascolta, poi scrivi.
  • Empatia: capire le persone renderà il tuo lavoro molto, molto (ma molto) più semplice ed efficace.
  • Fantasia e creatività: potrebbero sembrare sinonimi ma non è così, la prima è il pozzo a cui attinge la seconda (e c’è modo di “acquisire” l’una e l’altra).
  • Stile: forse non è indispensabile, ma è di certo quello che fa la differenza.

Da zero a copy in 8 mosse

1. Trova il tuo motivo

La motivazione è importante in ogni cosa. Quello del copywriter è un mestiere come gli altri che richiede studio e molta pratica, che comincia a dare i migliori frutti – anche economici – solo dopo un po’ di tempo. Per questo è importante trovare una motivazione valida, che ti tenga orientato all’obiettivo durante i periodi peggiori.

2. Studia

Il copywriter è un professionista in formazione continua. Tieniti aggiornato seguendo le fonti più autorevoli e interessanti, leggi libri, segui sui social i professionisti migliori e osserva come lavorano.

Studia le pubblicità alla TV, alla radio e sul web; iscriviti alle newsletter per vedere come sono scritte; osserva come altri costruiscono il copy nelle landing page. Ma non concentrarti solo sulla scrittura: leggi articoli di psicologia, storia, sociologia, marketing… Sii vorace. Leggi qualsiasi cosa, guarda serie TV e documentari, vai al cinema e a teatro, visita mostre e assisti a concerti.

In fondo, chi sa solo di copywriting, non sa niente di copywriting.

Se lo desideri e puoi permettertelo, puoi frequentare qualche corso di copywriting: fai attenzione a chi lo tiene (su internet puoi scoprire tutto) e alle recensioni. Non esagerare però perché, più o meno, i corsi per imparare le basi alla fine sono tutti uguali quanto a contenuti. A dire il vero, su internet puoi imparare quasi tutta la teoria che ti serve – i corsi sono utili più che altro per sviluppare la tua rete (di cui ti parlo al punto 4).

3. Scrivi

“Cosa mi serve per scrivere bene?”
Me lo ha chiesto un ragazzo giovane e in gamba cui sto facendo formazione. La domanda però sottende un’incomprensione di fondo. Si pensa serva sempre “qualcosa di esterno da te” che ti fa migliorare – un video, un tool, un espediente – quando l’unica cosa che serve a migliorare davvero, nel copywriting come in qualsiasi ambito, è la pratica costante.

Molti cercano il corso, il guru, il trick che ti faccia svoltare da un momento all’altro, ma è solo questione di mettersi lì tutti i santi giorni e provare. Ci vuole tempo. È una cosa che ho imparato dalla meditazione: non ci sono scorciatoie, nessuno può farlo al posto tuo. Tutto ciò che ti serve è provare, ancora e ancora.

Chi ti vuol far credere che dopo un corso di n. lezioni comincerai a “scrivere i soldi” ti sta prendendo in giro.

Tutte le strade per diventare copywriter passano per ore e ore di pratica.

4. Costruisci la tua rete di relazioni

Siamo esseri umani, le relazioni sono ciò su cui si basa la nostra esistenza in società. Una rete estesa e solida di relazioni è indispensabile per chi lavora nell’ambito del marketing e della comunicazione, copywriter inclusi.

Coltiva rapporti di amicizia e professionali con persone di valore, che possano arricchire il tuo bagaglio di esperienze e conoscenza (e viceversa!). Specialmente da freelance, una buona rete di rapporti fa la differenza tra lavoro e disoccupazione.

Graphic designer e sviluppatori di siti web ad esempio svolgono compiti complementari a quello del copy: loro potrebbero aver bisogno di te e tu di loro.

Per costruire la propria rete insomma non è mai troppo presto.

5. Lavora gratis*

Ok, adesso fai attenzione: il lavoro va sempre pagato in proporzione al suo valore. Ma, soprattutto all’inizio, non è facile trovare qualcuno che ti dia fiducia e ti paghi per scrivere. È la famosa storia del “principiante con esperienza”, una specie di essere mitologico, metà veterano e metà stagista.

Bisogna usare il cervello.

Ma se per cominciare a lavorare come copywriter serve esperienza, allora come si fa a fare esperienza? La risposta è: scrivi gratis. Prima che qualche paladino della giustizia suoni l’allarme, lascia che mi spieghi meglio.

Molti di coloro che desiderano diventare copywriter, pur di cominciare a lavorare, svendono i propri articoli a 5-10-15 euro al pezzo su piattaforme come Melascrivi (grazie, ma anche no), oppure lavorano per qualche cliente che li paga in buoni pasto e visibilità. Ecco, questo è sbagliato. Intanto perché lasci che qualcuno si arricchisca iniquamente con il tuo lavoro, e poi perché così facendo rovini il mercato.

Ma se vuoi diventare copywriter da qualche parte devi pur cominciare, e allora ti dico: meglio scrivere gratis che sottopagato. Quindi: trova un ente di beneficienza, un’associazione, un collettivo no-profit che abbia bisogno di una penna come la tua e regalagli il tuo lavoro. A tutti gli effetti stai facendo una donazione. Starai lavorando per una buona causa senza che nessuno si arricchisca sulle tue spalle, e intanto costruisci un primo portfolio.

Nel frattempo, scrivi per te stesso: apri un blog per parlare di ciò che ti interessa o scrivi su piattaforme come Medium. Cura gli articoli come se li stessi scrivendo per un cliente, sarà qualcosa che potrai mostrare ai primi colloqui di lavoro.

Sì, è una roba lunga.

6. Usa i social

Il web è un ottimo posto per mettere alla prova le tue competenze e acquisirne di nuove. Frequentando le community online puoi entrare in contatto con altri professionisti, potenziali clienti e collaboratori, e farti conoscere.

Per fare questo i social, Linkedin in testa, sono perfetti. Fai esperimenti per trovare il tuo tono di voce e il tuo stile, prova diversi tipi di contenuti per capire quali sono i più adatti alla tua cerchia. Insomma, usa i social per quello per cui sono stati creati: entrare in contatto con le persone e condividere valore.

Certo occorre imparare a usarli correttamente, o potresti ottenere l’effetto opposto: a nessuno piacciono i rompiscatole.

7. Specializzati ma non troppo

Capita spesso di leggere offerte di lavoro rivolte a copywriter freelance specializzati in un argomento o in un altro. Quando le leggo mi viene da sorridere: un copywriter dev’essere in grado di scrivere di qualsiasi cosa, e documentarsi è parte del suo lavoro. Tuttavia, avere uno o due temi su cui si è particolarmente preparati può essere motivo di distinzione rispetto ai concorrenti.

Tutti abbiamo delle competenze che, magari per via di attività extra-lavorative, ci rendono particolarmente preparati su alcuni temi – che si tratti di sport, musica, giardinaggio, o filosofia.

Io ad esempio, grazie al percorso di studi in giurisprudenza e alla lunga esperienza nel marketing sanitario, sono molto competente in questi ambiti. Una preparazione che mi torna spesso utile quando vengo contattato da clienti che lavorano in questi campi.

Insomma, va bene specializzarsi, ma non troppo.

8. Presentati bene

Se vuoi provare a entrare in un’agenzia, dovrai distinguerti dalle centinaia di altri candidati. Possibilmente, in positivo.

Puttin’ on the Ritz

  • Mantieni i tuoi social aggiornati e presentabili (ogni post potrà essere usato contro di te in fase di colloquio).
  • Prepara un CV – che stia in una pagina sola e che contenga i risultati che hai ottenuto col tuo lavoro, piuttosto che le mansioni che hai svolto.
  • Crea un portfolio (se non sai da dove cominciare, vedi il punto 4).
  • Scrivi una lettera di presentazione accattivante. Sei un copy, dimostralo!

Come diventare copywriter – per approfondire

Spero di averti dato qualche idea e qualche spunto utile a cominciare il tuo percorso per diventare un bravo copy. Come ho già anticipato, questa non è una lista esaustiva né obbligatoria, ma solo un percorso che ritengo efficace.

Qui di seguito ti lascio alcune risorse che potrebbero tornarti utili (l’elenco è in aggiornamento).

Online

Letture consigliate*

*Nota di trasparenza: i link alle letture fanno riferimento a un programma di affiliazione su Amazon. Se acquisti uno dei libri consigliati a partire da qui, zio Jeff mi riconosce una piccola commissione.

Ferdinando de Blasio di Palizzi - Copywriter
ferdinandodeblasio
Specialista in comunicazione, copywriter, docente e divulgatore, ho una laurea in Giurisprudenza ma non so come si usa.

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2 risposte su “Copywriter si diventa: ecco come fare”

Ottimo articolo, condivido in pieno, mi sono piaciuti molto i requisiti. Sul lavorare gratis ho qualche riserva. Sottopagato neppure, anche se all’inizio è difficile dire no. Quello che consiglio sempre è di aprire un blog personale, iniziando a creare il proprio brand. Gratis per gratis, meglio questo (e si affina lo stile 🙂

Ciao Natalia,
grazie per avermi dedicato un po’ di tempo. Il “lavorare gratis” di cui parlo qui è niente meno che volontariato: non si tratta di prestare il proprio lavoro ad aziende o professionisti, ma a enti no-profit come Greenpeace, Emergency, TED, o l’associazione di solidarietà del tuo quartiere.
Sul blog, mi trovi perfettamente d’accordo!

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