Open menu

Parliamo di SEO e Copywriting con Mirko Ciesco

SEO e copywriting vanno spesso a braccetto: oggi ne parlo con Mirko Ciesco, il web performer.

Cosa significa web performer?

Dal mio punto di vista il web performer è lo specialista che, attraverso conoscenze trasversali sia tecniche che strategiche e un focus sui dati, riesce a dare maggiore valore ai progetti dei clienti, portando risultati concreti attraverso il web.

Io nasco come web developer, ma durante il percorso di crescita professionale ho incontrato la Search Engine Optimization e la Web Analytics e la mia prospettiva si è ampliata: da quel momento ho deciso di fare la differenza sul web e sono diventato un “web performer”. Il web è in continua evoluzione e io non voglio certo rimanere indietro.

SEO on page: quanto pesa sul totale del processo di posizionamento?

La SEO on-page è un passaggio fondamentale per il posizionamento di una pagina web: ottimizzare gli elementi SEO di una pagina è come fare il setup di una macchina di Formula 1 per il Gran Premio. Per arrivare primi servono una conoscenza tecnica approfondita delle componenti dell’auto, una serie di messe a punto da eseguire durante la corsa e la capacità strategica del pilota.

Certo non è facile, ma il primo può essere soltanto uno, e a chi è mai piaciuto arrivare secondo?

Qual è la parte più delicata del processo di SEO di un contenuto?

La fase più delicata, dopo la scelta accurata del topic da trattare, è lo studio delle SERP (e dei competitor) per capire di quali tipi di contenuti ha bisogno l’utente. Capire e ampliare l’intento di ricerca attraverso sinonimi, lessico del target e argomenti correlati ci permette anche di valutare quanto testo è necessario.

Non tutti i contenuti necessitano di un pillar da 2000 parole per posizionarsi e non tutte le pagine hanno la fortuna di rispondere a un intento in meno di 300 parole.

Quindi sì, ci si può posizionare bene anche con contenuti ridotti purché il contenuto sia completo, cioè risponda in modo chiaro ed esaustivo a tutte le domande dell’utente.

Da SEO expert, quali skill vorresti trovare in un copy con cui collaborare?

Una delle soft skills che adoro quando collaboro con i copy è la creatività. Avere un buon background tecnico è importante, saper scrivere in modo corretto è fondamentale, ma per fare la differenza in un progetto è necessario uscire fuori dai soliti schemi e riuscire ad approcciarsi alle cose in modo originale.

Prendiamo ad esempio la keyword research: quanti spunti può dare a un copy creativo? Non solo a livello di contenuto ma anche nella scelta del formato più adatto a presentare quel contenuto (infografiche, post su Instagram, newsletter, popup).

Lavorare con le menti creative è motivante, perché mi permette di crescere come persona, oltre che come professionista.

Quale pensi che sarà il futuro della SEO?

L’utilizzo sempre più frequente delle ricerche vocali e dei dispositivi Wearable è un indice importante per capire il modo in cui si evolve l’approccio degli utenti nei confronti delle nuove tecnologie. Queste nuove abitudini modificano radicalmente anche il modo di fare SEO.

Inoltre, il perfezionamento di tool di generazione di contenuti tramite machine learning e la diffusione del No-code potrebbero ridurre notevolmente la richiesta di lavoro per alcune figure professionali che operano nel web. Per questo è più importante che mai stare al passo con i tempi ed essere pronti ad adattarsi alle nuove richieste del mercato.

Non escludo nemmeno trasformazioni radicali tra i colossi del web come Amazon, eBay, Alibaba, Instagram, etc… Queste aziende hanno immagazzinato miliardi di dati sui metodi di interazione all’interno delle loro piattaforme e potrebbero farci vivere una nuova esperienza di ricerca, ad esempio attraverso l’uso crescente di bot.

Parliamo di ricerca delle parole chiave: quali sono i tool migliori in circolazione, secondo te?

Prima di addentrarmi in una lista di tool vorrei fare una precisazione che ritengo molto importante: le parole chiave inserite dagli utenti sui motori di ricerca sono lo specchio dei comportamenti e delle abitudini sociali e di consumo delle persone dentro e fuori dal web.

Per questo, non penso sia possibile ridurre la ricerca delle parole chiave all’utilizzo meccanico dei tool.

Sempre per la stessa ragione, prima di usare i tool SEO, mi pongo alcune domande:

  • Quali sono i principali competitor?
  • Che tipo di linguaggio utilizzano?
  • Sui profili social e attraverso gli hashtag quali tipi di contenuti vengono pubblicati maggiormente?
  • Qual è il target di riferimento?
  • Esistono sinonimi o argomenti strettamente correlati che possano ampliare la semantica del topic?
  • Su Quora o negli altri forum di settore quali sono le domande pertinenti all’argomento?

Una volta che mi sono fatto un’idea più chiara del lessico e del target, cerco di trovare keyword a coda lunga utilizzando tool come:

La SEO però non è un’attività che si completa con la messa online della pagina. Uno strumento importantissimo per monitorare l’andamento e le interazione della pagina è la Search Console.

Dicci qualcosa sulla SEO che non sia ancora stata detta

Noto spesso che la SEO viene percepita come un'attività statica, come se, una volta ottimizzato il testo e pubblicata la pagina, il lavoro fosse finito. Sbagliatissimo!

Google si aggiorna costantemente con i suoi core update, le persone cambiano continuamente le loro abitudini di ricerca, nascono nuovi termini, nuove esigenze e di conseguenza nuovi prodotti e nuovi servizi. E per finire ci sono i competitor, anche loro fanno SEO e potrebbero essere più bravi, avere più budget o semplicemente essere più costanti di noi.

Cosa fare dunque?

Analizzare i dati, monitorare il traffico, le keyword posizionate, controllare il CTR in Search Console, aggiornare i contenuti obsoleti, rimettere mano a contenuti e aggiungere link ai nuovi post. Giusto per citare alcune delle attività che un SEO Specialist compie quotidianamente.

La SEO è morta sì, ma solo se non ve ne prendete cura.